Il Girotondo Servizi

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L'agrinido

Che si fa all'agrinido?

Il nostro agrinido sarà diverso da quelli creati finora poiché non verrà istituito all'interno di una azienda agricola ma sarà parte integrante della natura circostante. Le stesse attività didattiche verranno parzialmente svolte nell'orto e i bambini parteciperanno alla filiera produttiva: dal semino alla tavola!
Questo processo ha un forte valore educativo.

1. I nostri figli non mangiano le verdure, sono abituati a consumare cibi da fast food, precotti, surgelati e preconfezionati. Non sanno riconoscere i sapori e, spesso, si rifiutano di assaggiare "le cose verdi"
A Febbraio 2011 è stata presentata ufficialmente l'indagine del Movimento Difesa del Cittadino Lazio sullo stile alimentare dei ragazzi della Regione in cui si evidenzia che il 30% dei bambini rifiuta a priori di mangiare frutta e verdura.
Il ruolo educativo della scuola è presente anche sull'alimentazione e noi crediamo che la partecipazione attiva dei piccoli al nido nell'orto, dalla semina al raccolto, possa contrastare questa spiacevole tendenza a rifiutare alimenti sani e genuini. Pane, pasta, riso e carne sono gli alimenti preferiti dai bambini e ragazzi del Lazio, che non gradiscono, però, proprio i cibi raccomandati dagli esperti, ossia pesce, legumi e verdure, queste ultime in assoluto le più rifiutate a tavola (29%). Sulle errate abitudini alimentari dei bambini gioca un ruolo fondamentale l'influenza della televisione e la scarsa pratica dell'attività all'aria aperta. Nella parte del parco della scuola dedicata all'orto, ogni bambino avrà la possibilità di cimentarsi nell'attività agricola. Uno spazio importante viene dedicato al vestiario da adottare nell'orto e agli attrezzi da utilizzare. All'ingresso di un nido, solitamente, si trova l'area detta "accoglienza" in cui i piccoli arrivano al mattino e hanno il loro armadietto in cui riporre abiti e scarpe per cambiarsi ed entrare a scuola.
La stessa area è stata collocata all'esterno del nido e gli armadietti conterranno gli stivaletti, gli impermeabili e i cappellini, insieme ad un rastrellino, una paletta da giardino, un annaffiatoio e un piccolo contenitore con i semini che verranno piantati di volta in volta.
Ad ogni bambino verrà riservato un fazzoletto di terreno in cui fare esperimenti.
Crediamo che un bimbo che pianta un semino nel suo orticello, partecipa alla sua crescita, lo vede diventare una piantina, lo annaffia con cura, lo osserva divenire uno stelo, poi un fagiolino, lo porta in cucina per essere bollito…insomma, questo bimbo sarà sicuramente invogliato ad assaggiare il frutto del suo orto!!!

2. Un luogo all'aperto dove trascorrere tanto tempo
Oltre all'orto con le sue attività di semina e raccolto, a disposizione dei bambini ci sarà un ampio parco di 2 ettari in cui poter giocare in serenità. Verranno allestiti i classici giochi per bambini come scivoli, altalene dondoli oltre ad una sabbiera. Passare del tempo all'aperto è importante per i piccoli poiché, quando escono dal nido, soprattutto durante l'inverno quando fa buio presto, non hanno la possibilità di giocare all'aria aperta. Osservare il cambiamento delle stagioni attraverso le attività in giardino, raccogliere le foglie che cadono in autunno o i fiorellini che crescono in primavera, farà parte della loro quotidianità…e cresceranno con la consapevolezza del rispetto della natura.

3. Agrizoo
I benefici della pet therapy, intesa non solo come cura per i disturbi veri e propri, ma come consapevolezza negli animali quali esseri viventi con sentimenti, per poterne godere della vicinanza, del calore e della loro conoscenza. Piccoli animali da cortile verranno introdotti in appositi spazi studiati per far fronte alle loro necessità: oche, paperelle, galline e coniglietti avranno parte integrante nella vita della comunità dell'agrinido. Poter vedere gli animali, capire dove vivono, cosa mangiano, le loro abitudini, insegnerà ai bambini il rispetto di tutti gli animali.

4. Giocare in maniera naturale
All'interno dell'agrinido prediligeremo giocattoli in materiali naturali. Cercheremo di non avvalerci di giochi precostituiti (solo quelli adatti al gioco simbolico come cucine di legno etc…) ma, la maggior parte dei giocattoli verrà autoprodotta dai bambini insieme alle insegnanti. Tutti gli oggetti con cui verranno arredati gli ambienti saranno composti di materiali naturali quali il legno, la gomma, il cotone. Attraverso la sperimentazione la manipolazione degli oggetti di origine naturale i bambini potranno sperimentare sensazioni tattili particolari che non potrebbero essere apprese con i classici giochi "luce-suono-colore". I bimbi impareranno a fare di una scatola di cartone un'astronave, di una ciotolina di acciaio un piattino per la bambola, saranno stimolati alla creazione di giocattoli e all'utilizzo della fantasia.

5. Ridurre, raccolta differenziata Riciclare, riusare, recuperare
All'interno del nido i bambini impareranno e recuperare l'energia spegnendo le luci quando non occorrono, impareranno a riciclare gli oggetti o a riciclarli per altri scopi, impareranno a utilizzare prodotti riutilizzabili a scapito degli usa e getta e impareranno a ridurre attraverso la raccolta differenziata e attraverso l'utilizzo dei pannolini ecologici o dei lavabili che saranno benaccetti da parte dello staff.
6. Educare alla gioia
Per essere davvero felici i nostri figli hanno bisogno di esprimere le loro potenzialità e vivere le emozioni in maniera naturale. I piccoli amano fare ciò che vedono fare agli adulti, soprattutto nella prima fase della loro infanzia. E dunque: osservare il contadino che semina ed imitarlo, osservare l'educatrice che si prende cura della capretta ed imitarla; osservare la cuoca in cucina ed imitarla, osservare l'educatrice che apparecchia, sporziona il cibo e sparecchia per poi imitarla. Tutto questo aiuta il bambino a fare da sé, ad essere sicuro delle proprie capacità e a trarre grande gioia dai propri risultati.

Un Agrinido, per chi?
Se da una parte il lavoro dell'intero Staff sarà impegnato a far si che, tramite tutte le attività organizzate in Agrinido, il bambino possa riuscire ad assaporare il "ritmo naturale della vita", dall'altra parte molta attenzione sarà rivolta ai genitori e all'importanza del loro ruolo.
Il piccolo dell'uomo rappresenta la più interessante forma di vita che abbia mai respirato su questo pianeta. In quale misura, però, conosciamo veramente il suo comportamento? Le sue reazioni di fronte al mondo?

Proprio per questo motivo pensiamo che predisporre situazioni di ascolto e di scambio con i genitori sia necessario.
Abbiamo realizzato perciò un Progetto specifico di Sostegno alla Genitorialità, che  nasce come progetto mirato per le famiglie ed offre la possibilità di agire anche sul piano individuale: sarà infatti costituito uno spazio - sia fisico che mentale - un punto di ritrovo per quelle mamme e quei papà che vorranno parlare di sé come persone, di sé come genitori e dei propri bambini. Un luogo di ascolto, di confronto e condivisione su dubbi, curiosità, proposte, domande, sul mestiere di genitore, ma anche un vero e proprio spazio in cui costruire un'alleanza per superare le difficoltà che troppo spesso vengono soffocate dal desiderio di continuare ad essere "genitori perfetti".
Scopo principale di questo progetto è quello di intensificare gli scambi tra famiglie ed istituzione, favorendo quel processo che viene abitualmente indicato come "continuità orizzontale", e che comprende la condivisione di esperienze e metodi educativi che si fondono sull'idea che il rapporto con le famiglie sia di per sé imprescindibile per la buona riuscita e per la crescita del bambino al nido.
In questo senso, il bambino non si presenta come un sistema isolato, ma come un soggetto che per crescere necessita di relazioni con adulti diversi.
I genitori, in quanto figure centrali di riferimento, sono per gli educatori dell'asilo degli interlocutori privilegiati e costituiscono una fonte preziosissima di conoscenza per la lettura dei bisogni del bambino.
  Per questi motivi, durante l'anno verranno organizzati diversi incontri formativi con e per i genitori, che verteranno su specifiche tematiche , consentendo loro di intraprendere un percorso assieme. 
Lo stile degli incontri sarà quello di accoglienza dei bisogni e permetterà il confronto reciproco che verterà, a prescindere dalla tematica trattata, sull'idea di bambino che ciascuno di noi possiede.
Concetto cardine nel lavoro continuo con i Genitori sarà quello di "Attaccamento".
Il termine"attaccamento" può essere interpretato in 3 diversi modi :
a) comportamento di attaccamento ;
b) sistema comportamentale di attaccamento ;
c) legame d' affetto.
Ha un significato generale e rimanda alla condizione di attaccamento di un soggetto: il sostenere che un bambino ha un attaccamento vuol dire che egli avverte il bisogno di percepire la vicinanza ed il contatto fisico con una persona di riferimento, soprattutto in particolari situazioni.
La tendenza all'attaccamento opera con massima intensità nella prima infanzia, quando maggiore è la vulnerabilità ai pericoli e minore la capacità di fronteggiare da soli a situazioni di disagio
La costituzione, nella prima infanzia, di un attaccamento sano e di una fiducia di base, dipende dalla presenza e dalla capacità di risposta dei genitori o di altri significativi, ai segnali ed ai bisogni del bambino.
Secondo questa teoria, l'attaccamento è un qualcosa che, non essendo influenzabile da situazioni momentanee, perdura nel tempo, si struttura nei primi mesi di vita intorno ad un'unica figura; molto probabile è che tale legame si instauri con la madre, dato che è la prima ad occuparsi del bambino, ma non sussiste nessun dato che avalli l'idea che un padre non possa diventare figura di attaccamento, nel caso in cui sia lui a dispensare le cure al bambino.
La qualità dell'esperienza definisce la sicurezza d'attaccamento in base alla sensibilità e disponibilità del caregiver (madre) e quindi la formazione di modelli operativi interni, che andranno a definire i comportamenti futuri (relazioni). Con la crescita, l'attaccamento che si viene a formare tramite la relazione materna primaria o con un "caregiver di riferimento", si modifica e si estende ad altre figure, sia interne che esterne alla famiglia. 
Alla luce di questa teoria verranno osservate tutte le tappe evolutive del bambino durante i primi tre anni di vita, e che riguardano:
• la comprensione, i livelli di attenzione;
• le abilità ricettive ed espressive.
• La capacità di saltare, ballare, tirare ed afferrare, disegnare.
• La capacità di instaurare le prime relazioni con i coetanei, la capacità di giocare prima da solo e poi in gruppo.
• La capacità di mangiare da solo, di vestirsi da solo, di lavarsi e di controllare gli sfinteri.
Verrà, inoltre, istituito uno Sportello Psicologico, rivolto alle famiglie.
L'ascolto psicologico non si propone obiettivi di diagnosi e cura bensì di confronto, di prevenzione del disagio e di promozione del benessere socio-affettivo.
L'intenzione è di fornire ai genitori un tempo ed uno spazio individuale e riservato in cui poter parlare, approfondire e trovare nuove soluzioni efficaci nel gestire problematiche inerenti la genitorialità.
Specificatamente, l'attenzione è rivolta all'analisi e al supporto delle difficoltà e dei conflitti legati al ruolo genitoriale.

Uno Spazio psicologico è importante per garantire alle famiglie la possibilità di ricorrere ad un servizio interno, "protetto" e di ricevere una risposta rapida.
Crediamo fortemente che affrontare queste importanti tematiche con i genitori, mettere anche loro al centro dell'attenzione, farli riflettere sulle dinamiche relazionali tra loro e i loro piccoli, possa far accrescere in loro la consapevolezza di quanto importante sia il loro compito nella crescita dei figli, consapevolezza che può rendere ancora più prezioso il legame indissolubile tra genitori e figli.
All'agrinido i bambini impareranno a sperimentarsi, senza l'ausilio di tutti gli orpelli moderni ma con le tecniche pedagogiche più avanzate, supportati e incoraggiati da educatrici capaci e altamente qualificate, formate da uno staff di esperti tra i quali:
Marinella Rianaldi, supervisore degli asili nido del gruppo Il Girotondo dal 1990
La dott.ssa Romelia Bauso, psicoterapeuta che sarà direttrice dell'agrinido
La dott.ssa Mariaelena La Banca, responsabile pedagogico e coordinatrice didattica del gruppo Il Girotondo e autrice del libro "101 giochi intelligenti e creativi da fare col tuo bambino da zero a cinque anni"
Le psicologhe: dott.ssa Alessia Gambasin, e dott.ssa Rosangela Procino,  coordinatrici di altre sedi di asilo nido del gruppo Il Girotondo.

Il progetto è stato elaborato dalla pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca e dalla psicoterapeuta dott.ssa Romelia Bauso, grazie all'esperienza aquisita negli anni ed al lavoro di gruppo tutto lo staff delle scuole Il Girotondo.